Le foto scattate durante il 3° festival dell'arte di Grado sono di Guido La Raja, Loredana Marano, Tiziana Dovier e Patrizio Cadetto
domenica 14 settembre 2014
2 - 3 Agosto 2014 Festival dell'Arte di Grado: il pubblico
Le foto scattate durante il 3° festival dell'arte di Grado sono di Guido La Raja, Loredana Marano, Tiziana Dovier e Patrizio Cadetto
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mercoledì 13 agosto 2014
Premiazioni opere in esposizione
La Commissione formata da Loredana Marano, Vincenzo Munaro, Vittorio Sutto ha assegnato i seguenti premi:
1° Premio Beatrice Mancusi
Il dipinto ‘Vele’ si distingue per una tensione compositiva robusta e si osserva la continuità nella sperimentazione.
Colori vivi, presenti e mediati.
Colori vivi, presenti e mediati.
2° Premio Diana Degrassi
‘Croce’ è composizione costituita da un equilibrio determinato senza ripensamenti. Il senso del messaggio diretto ci consegna un soggetto preciso e drammatico nella sua logicità.
3° Premio Maria Smania
‘Paese’ si distingue per freschezza e immediatezza, disegna e pittura con una sensibilità e un’intuizione senza ripensamenti, evidenziando una tecnica decisa.
SEGNALAZIONI
Sensibilità, semplificazione e originalità caratterizzano un risultato di insieme, che la Giuria ha apprezzato per queste peculiarità. Pari merito.
Ester Sallai - Ritratto di Luca
Patrizia Messore (Rezja la pitturante) - Naïf
Eleonora Orso - Batik
Premiazioni Poesia 2014
La Commissione formata da Loredana Marano, Gianni Mazzei, Vittorio Sutto ha assegnato i seguenti premi:
1^ classificata: Adolescente estate - Giorgia Vecchies
La composizione respira e registra, in un ritmo di grande intensità musicale, le paure e le ansie giovanili di un primo amore. L’uso sapiente degli aggettivi calibra i momenti di un amore, nato e finito, ma come avviene nella curiosità e ricerca della vita, sempre rinnovabile, con altra estate interiore, il verde è in agguato per altre esperienze.
ADOLESCENTE ESTATE
Erba tagliata, quasi fieno. Secco
afrodisiaco ricordo di adolescenti baci di campo
che rotolavano impauriti sul grano.
afrodisiaco ricordo di adolescenti baci di campo
che rotolavano impauriti sul grano.
L’estate ci era scoppiata addosso,
l’estate bruciava i minuti
tra i nostri baci, infiniti
slanci e paure e nuvole
sopra di noi, tra cielo e grano.
Il verde si è perduto,
bruciato dai tuoi baci, ma,,,
l’estate, ancora, divampa.
l’estate bruciava i minuti
tra i nostri baci, infiniti
slanci e paure e nuvole
sopra di noi, tra cielo e grano.
Il verde si è perduto,
bruciato dai tuoi baci, ma,,,
l’estate, ancora, divampa.
2^ classificata: Lascia - Irene Guagno
Immagini arabescate, di grande impatto emotivo e finezza: sono gli occhi la trama, novella tela, che registrano gli scompensi del giorno, le attese, le lacrime, ma anche i sottili bagliori che giungono al cuore e alla mente. E ognuno, come novella Penelope, sa modulare tempi e ritmi, pazientando, in attesa del pieno momento, quello del kairos, dopo l’astinenza che il tempo chiede.
LASCIA
che i filamenti del giorno
ti accarezzino gli occhi
lascia
Il chiarore risvegliarsi
ti accarezzino gli occhi
lascia
Il chiarore risvegliarsi
Sii felice
delle lacrime
nella cucitura delle ciglia
delle lacrime
nella cucitura delle ciglia
Tùrbati e pazienta
per quanto gravi
e per quanto duri
e per quanto duri
l' astinenza.
3^ classificata: Ode al papavero – Maria Grazia Mongiello
La poesia confronta, in un dittico interiore atemporale, due momenti dell’animo: quando si era liberi e la poesia sgorgava ebbra di aria e spazio e quando la ristrettezza dei tempi e del cuore la vedono intristire, quasi erba scolorata e smorta.
Eppure, quel rosso sangue del papavero, nella sua ebbrezza impalpabile, sa mantenere speranza e, cocciuto, si fa strada anche in un muro screpolato, per ribadire il suo diritto alla fiaba e all’amore.
Eppure, quel rosso sangue del papavero, nella sua ebbrezza impalpabile, sa mantenere speranza e, cocciuto, si fa strada anche in un muro screpolato, per ribadire il suo diritto alla fiaba e all’amore.
ODE AL PAPAVERO
Con timido ardire
effimera fiorescenza
dal nudo cemento
e il freddo grigio
fiero t'insinuasti.
Baciato dalla luce
che ti diede i natali
sul tremolante gambo
arrossisti d'amore
cullato dal vento.
Ancora sussurrerai
le note d'un canto antico
e la dolce poesia ricordo
d'un fertile campo
ove un dì fosti libero.
effimera fiorescenza
dal nudo cemento
e il freddo grigio
fiero t'insinuasti.
Baciato dalla luce
che ti diede i natali
sul tremolante gambo
arrossisti d'amore
cullato dal vento.
Ancora sussurrerai
le note d'un canto antico
e la dolce poesia ricordo
d'un fertile campo
ove un dì fosti libero.
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